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C’è chi guarda lontano…

Il 17 dicembre 2015, Stéphane Le Foll, Ministro dell’Agricoltura Francese, ha varato un piano di 5 anni per incentivare lo sviluppo dell’agroforestazione in Francia. Questo piano, che si concluderà nel 2020, rappresenta l’intento concreto a livello nazionale di valorizzare un “cambio di rotta in agricoltura”, sviluppando queste nuove tecniche colturali.

Guardavanti

 

 

Il piano è il risultato di anni di lavoro con una vasta gamma di soggetti interessati (stakeholders), come: aziende agricole, ricercatori, centri di consulenza agronomica e associazioni di coltivatori. Per il Ministero, si tratta del punto di svolta del cosiddetto “Progetto Agro-Ecologico per la Francia” approvato nel dicembre 2012.

Le Foll, ha dichiarato che: «I sistemi agroforestali hanno un impatto positivo sul suolo, l’acqua, la biodiversità e il clima. Gli alberi aiutano le colture ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici, facendo dell’agroforestazione una componente chiave dell’iniziativa “4 per 1000” [il cui obiettivo è di far crescere il contenuto in sostanza organica dei suoli del 4 per 1000 appunto, tramite soprattutto la divulgazione delle metodologie di agricoltura conservativa]».

Il piano è suddiviso in 5 orientamenti e 23 azioni:

  • Istituire un registro dettagliato dei diversi sistemi agroforestali, presenti in tutta la Francia
  • Migliorare il quadro normativo per favorire l’istituzione di nuovi sistemi agroforestali e per proteggere meglio quelli esistenti
  • Accrescere la formazione in campo agroforestale, per il miglioramento dei servizi di consulenza e promozione
  • Aumentare i guadagni ricavati dai prodotti agroforestali
  • Promuovere e incoraggiare l’utilizzo di metodologie agroforestali a livello internazionale

Una sintesi del piano è visibile sul documento in questo link.

Altra interessante iniziativa partita dalla Francia che ha già riscontri a livello europeo, è la lotta contro lo spreco alimentare dovuto alla GDO (Grande Distribuzione organizzata), obbligando quest’ultima a stipulare convenzioni con enti benefici per donare l’invenduto oppure per destinarlo ai mangimifici e/o alle aree di compostaggio.

Ecco quindi, un altro segno concreto di voler orientare l’agricoltura (cercando di mantenere questa rotta), verso la qualità della produzione utilizzando tecniche sostenibili, piuttosto che insistere ad alimentare un’economia ormai sbilanciata verso l’incremento della quantità e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

Fonte: EURAF, “2.2 The French National Plan” articolo apparso nella newsletter n°15 di gennaio 2016. La parte conclusiva è liberamente tratta da diversi articoli di riviste online.

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