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Olive tree silvarable-pastoral system DSCF8838 Consociazione olivo + asparago selvatico + pollo Asparagi nell’oliveto in Umbria Central Italy agroforestry P1020716

Vicino ai nostri alberi

Il presidente dell’Associazione Francese per l’Agro-Forestazione, Gersois Alain Canet promuove lo sviluppo di nuove tecniche agronomiche che ravvivino una terra ormai esausta. Ecco una risposta alla crisi.

La 53° Fiera Agricola, che si è conclusa il 06/03/2016 ha rappresentato “uno dei volti” della crisi. Sono passati “sotto i raggi x”: la diversificazione aziendale, la specializzazione in nicchie di mercato e l’innovazione, tematiche presenti ancora al Parco dell’esposizione Porte de Versailles (Paris Expo Porte de Versailles). Questa quindi la risposta ai pessimisti che vedono l’avvilimento che sta colpendo il settore e il destino fatale e inevitabile per un modello francese ormai passato, di fare agricoltura.

Tra chi contrasta questa teoria, c’è Gersois Alain Canet, direttore dell’associazione “Albero e Paesaggio 32”, che è andato a vantare i successi avuti alla fine degli esperimenti condotti nel paese, dall’Associazione Francese per l’Agroforestazione (AFAF) di cui è presidente.

AbbraccialberoQuali sono le attività e i progetti di AFAF?

Alain Canet. Stiamo scrivendo un piano di sviluppo agroforestale nazionale. L’obbiettivo è di portare gli alberi dentro i campi, in tutti i tipi di produzione agricola, a tutti i livelli, su tutti i tipi di suolo. Sia per la viticoltura, per i seminativi di tipo intensivo, per l’allevamento o l’orticoltura, ci rendiamo conto che se messo nel posto giusto e nelle giuste condizioni, l’albero può essere molto di più che solamente un obbligo da rispettare. Produrrà legname, frutta e proteggerà il suolo e le colture. Si tratta di una questione sociale, perché riguarda sia la qualità dei prodotti, e quindi la nostra alimentazione, sia problematiche quali la redditività aziendale, la difesa della biodiversità e i cambiamenti climatici.

Come funziona ?

E ‘piuttosto semplice. La presenza di alberi nei campi e l’uso di colture di copertura, permettono di immagazzinare carbonio, azoto e acqua necessaria per il corretto sviluppo delle piante. Questo riduce l’intervento umano, in particolare diminuendo o eliminando l’uso di input. L’albero diventa fattore di produzione e agevola la produttività.

In che senso l’agroforestazione può aiutare l’agricoltura francese a superare la crisi ?

Si parla spesso di crisi economica legata ai prezzi. Ma è soprattutto una crisi economica legata ai terreni che non hanno più la fertilità di trenta anni fa. Oggi, per ottenere una redditività media, dobbiamo impiegare molte più lavorazioni meccaniche e utilizzo di chimica.

Il 5-6% degli agricoltori che “hanno fatto il salto” nell’agroforestazione in Francia, producono la stessa quantità di carne di pollo o di grano con costi di produzione tre volte minori. Ovviamente è necessario che l’agricoltura si risollevi, ma finché non risolviamo questa crisi dei terreni esausti, si continuerà a mettere milioni in una “mangia soldi”. Il suolo è il capitale primario dell’agricoltura. Attualmente, sta crollando.

Come sono recepite le vostre proposte, dagli estimatori dell’agricoltura intensiva ?

Sono i primi a venire da noi. Essi comprendono che non stiamo parlando di intensificazione, ma ottimizzazione. Come potrebbe questo non suscitare il loro interesse? Hanno inoltre notato che l’acqua non risale più dal terreno che, a forza di essere lavorato, ha progressivamente perso la sua porosità.

Il passaggio all’agroforestazione può essere fatto in fretta?

Si può impiantare senza problemi, iniziando con il 10-15% della superficie dell’azienda agricola, per adattarsi alle specificità di ciascuna di esse e per famigliarizzare progressivamente con il metodo. Non siamo né sognatori né dei pazzi attivisti. Noi ci poniamo in una logica di ecosistema agronomico: esso può essere vasto, piccolo, biologico, convenzionale, riguardare l’allevamento di pollastri come chissà quale “nobile coltura”… poco importa. Si deve andare avanti insieme. Perché oggi, circa il 95% dei suoli sta continuando ad impoverirsi di sostanza organica.

Fonte: AFAF (Association Française pour l’AgroForesterie), “Auprès de nos arbres, on vivrait plus heureux” pubblicato il 06/03/2016 nella newsletter e su relativo sito internet  (traduzione di Francesco Ortolani).

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