


Nell’ambito di un progetto di dottorato presso l’Università degli Studi della Basilicata – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Ambientali, sotto la supervisione della prof.ssa Ada Braghieri e del prof. Carlo Cosentino, e con il supporto tecnico dell’Associazione Regionale Allevatori della Basilicata, sono state avviate prove sperimentali in vivo su galline ovaiole allevate in sistemi agroforestali finalizzate alla valutazione dell’impiego di sottoprodotti agroalimentari nella formulazione di mangimi alternativi e sostenibili. La sperimentazione è attualmente condotta presso l’azienda agricola Dumitras Alina a Baragiano (PZ), all’interno di un contesto produttivo orientato all’integrazione tra allevamento avicolo e sistemi colturali diversificati.
I sottoprodotti oggetto di studio, quali cuticola di nocciola, scarti di pasta e farina di larve di mosca soldato, vengono impiegati come materie prime in parziale sostituzione di mais e soia, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da ingredienti convenzionali associati a elevati costi produttivi e significativo impatto ambientale. L’utilizzo di tali sottoprodotti deriva inoltre dalla volontà di valorizzare residui provenienti da filiere agroalimentari territoriali, reinserendoli all’interno di sistemi produttivi maggiormente circolari ed efficienti nell’impiego delle risorse. Le formulazioni mangimistiche non prevedono una semplice integrazione di sottoprodotti in diete standard, ma sono sviluppate secondo criteri nutrizionali isoproteici e isoenergetici, in funzione dei fabbisogni fisiologici delle ovaiole e del mantenimento dell’equilibrio nutrizionale della razione.
Oltre al potenziale vantaggio economico derivante dalla valorizzazione degli scarti, i sottoprodotti selezionati presentano un interessante profilo di composti bioattivi e nutraceutici, tra cui fenoli e altri metaboliti secondari di interesse funzionale. La sperimentazione sta valutando differenti aspetti relativi alle performance produttive e allo stato fisiologico degli animali, attraverso il monitoraggio del profilo metabolico, prove di digeribilità e osservazioni sulle risposte delle ovaiole alle diverse diete sperimentali. Particolare attenzione è inoltre rivolta alla qualità dell’uovo. Sono infatti in corso analisi reologiche e chimico-composizionali di base, associate alla determinazione del contenuto di fenoli, flavonoidi e carotenoidi, oltre alla valutazione dell’attività antiossidante.
Parallelamente, sono in corso valutazioni sulla digeribilità delle diete somministrate alle ovaiole, oltre a prove di digestione in vitro sull’uovo cotto (uovo sodo), preparato secondo protocolli standardizzati che verranno successivamente adottati anche nei consumer test previsti nelle fasi successive della ricerca.