Premio Paesaggi Rurali Storici 2026

6/3/2026

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Un premio per chi tutela attivamente il paesaggio agricolo di qualità. L’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) E.T.S. lancia il primo concorso dedicato a chi promuove e valorizza pratiche agricole e silvo-pastorali tradizionali di valore storico. Il bando si rivolge a interventi di recupero o riqualificazione, iniziative di pianificazione, tutela, conservazione, studio e comunicazione, purché già avviati o conclusi da non oltre tre anni.

Il concorso è trasversale e aperto a enti pubblici, associazioni, enti governativi e non profit, aziende agricole, consorzi e privati cittadini. In palio un riconoscimento economico di 2mila euro. Le candidature potranno essere inviate via mail entro le ore 12 del 27 marzo 2026.

Il Premio Paesaggi Rurali Storici nasce con l’obiettivo di valorizzare, difendere e accrescere la consapevolezza delle pratiche agricole che nei secoli hanno plasmato il territorio italiano, rendendolo riconoscibile e apprezzato in tutto il mondo. Dalle coltivazioni terrazzate sulle pendici montane e collinari ai muretti a secco che delimitano i campi, dagli antichi sistemi di irrigazione ai vigneti storici ed eroici, fino ai boschi coltivati per legna, legname e prodotti come la farina di castagne, ai pascoli e ai foraggi mantenuti per generazioni, agli uliveti ultracentenari e alle architetture rurali: l’agricoltura disegna il Paese, ne orienta le tradizioni alimentari e contribuisce a una cucina straordinaria oggi riconosciuta anche come Patrimonio UNESCO. “La civiltà agricola – dichiara il professor Mauro Agnoletti, presidente dell’Associazione PRIS, titolare della Cattedra UNESCO in Paesaggi del patrimonio agricolo presso l’Università di Firenze e membro del Comitato tecnico-scientifico per Belle arti, Archeologia e Paesaggio del Ministero della Cultura – è quella che in modo più persistente e pervasivo ha permeato la nostra cultura, oltre che le forme del nostro paesaggio. Molti borghi, centri storici e monumenti devono la loro esistenza alle attività agricole. Il Duomo di Firenze, ad esempio, fu costruito grazie ai finanziamenti dell’Arte della Lana, le cui ricchezze provenivano dalle greggi allevate in Toscana. Anche l’Opera del Duomo ha attinto per secoli ai boschi del Casentino per reperire il legname necessario, boschi coltivati e trasformati dall’uomo, divenuti a tutti gli effetti patrimonio culturale”.

“Le pratiche agricole tradizionali che hanno generato la cosiddetta diversità bioculturale – sottolinea Federica Romano, direttrice dell’Associazione PRIS – hanno dimostrato nei secoli una maggiore resilienza ai cambiamenti socio-economici e climatici. Sono in grado di mitigarne gli effetti, sostenere le comunità e rinnovare le tradizioni culturali, ponendosi come potenziali driver della transizione agroalimentare”.

Un valore riconosciuto anche a livello internazionale, con l’inserimento di alcuni paesaggi nei programmi UNESCO e nel sistema GIAHS della FAO, oltre che nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito dal MASAF.

Bando al link: https://www.associazionepris.it/blog-detail/post/592988/premiopaesaggiruralistorici2026