


INTO THE WOOL: UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA LANA TRA SOSTENIBILITA’ e [BIO]DIVERSITA’
MARLAINE, progetto Interreg Italia-Francia Marittimo coordinato dal CNR-IBE, esplora il potenziale della lana nella bioeconomia circolare, mettendo in relazione territori, allevamento, ricerca, trasformazione, industria e design per sviluppare nuove applicazioni e ricostruire connessioni tra filiere, conoscenze e risorse locali.
La lana è una materia che porta con sé molto più delle caratteristiche della fibra. Racconta gli animali e i sistemi di allevamento da cui proviene, i saperi legati alla tosatura e alla trasformazione, le pratiche manifatturiere, la storia della moda e del costume, fino alle culture e alle economie dei territori. Razze ovine, caratteristiche delle fibre, competenze e usi sviluppati nel tempo delineano una geografia della lana profondamente legata ai luoghi.
È da questa pluralità che ha preso avvio INTO THE WOOL, la tavola rotonda organizzata il 25 settembre a Torino, nella Sala Carpanini della Città di Torino, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026. L’incontro si è svolto all’interno delle attività di MARLAINE, progetto transfrontaliero finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 e coordinato dal CNR-IBE – Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che esplora il potenziale della lana nella bioeconomia circolare mettendo in relazione territori, conoscenze, tecnologie, filiere e applicazioni.
La tavola rotonda ha riunito competenze provenienti da ricerca, produzione, industria, design, politiche e patrimonio culturale, con esperienze maturate in diversi Paesi europei. Riccardo Pelani (Copa-Cogeca) ha affrontato il tema della circolarità della lana nel quadro normativo europeo; Leonardo Vargiu (Università degli Studi di Padova) la sostenibilità economica della filiera; Federico Brugnoli (SPIN 360) l’applicazione di Life Cycle Assessment e Life Cycle Costing a modelli di business sostenibili.
Saskia Manshoven (VITO – Flemish Institute for Technological Research) ha approfondito i modelli di business e l’economia circolare; Philine Kriependorf (Kvadrat) la tracciabilità, il riciclo tessile e l’impiego di lana locale; Giovanna Sotgiu (CNR e Kerline) le possibilità di utilizzo della lana nella cosmesi e nella farmaceutica. Tone Skårdal Tobiasson (Fibershed Norway/Europe e NICE Fashion) ha proposto una riflessione sul rapporto tra tessile locale, slow fashion e sostenibilità, mentre Silvia Marcis (Sardegna Ricerche) ha esplorato il rapporto tra biodiversità culturale, eredità del tessile laniero e design contemporaneo. Il confronto è stato moderato da Giusy Bettoni.
Uno degli elementi emersi è stata la necessità di mettere in relazione saperi e filiere differenti. La lana può essere materia prima di origine agricola, fibra tessile, fonte di biomateriali e componente del patrimonio culturale. Può trovare applicazioni nel tessile e nel design, ma anche nell’agricoltura, nella bioedilizia e in altri ambiti.
Questa prospettiva riguarda anche i sistemi rurali e agroforestali. La lana è infatti legata al sistema di allevamento e al territorio che la produce. Nei sistemi estensivi e silvopastorali, gli animali sono parte di assetti produttivi complessi nei quali pascoli, alberi, arbusti e altre risorse contribuiscono alla produzione e alla diversificazione delle attività. La lana può quindi essere letta come una risorsa inserita in un sistema più ampio di relazioni.
INTO THE WOOL ha rappresentato così un momento di discussione su una materia antica, ma ancora capace di generare nuove connessioni: tra allevamento e trasformazione, territorio e industria, patrimonio culturale e innovazione, all’interno di una più ampia prospettiva di bioeconomia circolare.
Maggiori info al link: https://interreg-marittimo.eu/web/marlaine/progetto